Tecnologie nuove e fatti vecchi (forse)

Dopo i fatti di Genova [1], continuo a pensare come la cultura personale dei cittadini che appartengono ad una nazione deve essere la base per muovere quella nazione verso la comprensione del futuro, che in un certo senso è il presente a cui molti di noi non sono preparati. I cittadini dovrebbero avere un pensiero critico e cultura tale da porre le basi a reazioni di massa sempre aderenti ai dati di fatto e lontani da semplici spiegazioni, a volte troppo emotivamente caricate.

Che le condizioni del ponte fossero degradate e che la gestione e la manutenzione delle infrastrutture in Italia sia un attività critica e indebolita – basti pensare all’incidente di Pioltello in cui un treno deragliò perché una rotaia era stata manutenuta con un asse di legno [2] – potrebbe essere un fattore di ambiguità che in questo caso porterebbe a semplificare l’analisi.

L’analisi corretta deve essere portata avanti limitando il contenuto emotivo, mantenendo saldi i dati di fatto di cui siamo a conoscenza e magari esercitando un pensiero laterale[ 3], che colleghi fatti vecchi e idee nuove.

Quello che intendo dire è che qualcuno potrebbe ricordare che esistono tecniche di weather engineering o weather modification[4] che permettono di creare nubi e fulmini artificialmente. Altri potrebbero porre l’accento sul fatto che nella successione del crollo [5] il ponte crolla subito dopo due bagliori di luce e che presumibilmente chi ha preso in mano la camera per filmare l’avvenimento l’abbia fatto proprio avendo notato altri bagliori di luce precedenti. Alcuni poi potrebbero paventare uno scenario futuro in cui per fare crollare punti strategici infrastrutturali di una nazione non siano più le bombe ad essere lanciate da grossi velivoli di guerra ma fulmini generati artificialmente e puntati su obiettivi specifici da tecnologia di generazione e propagazione elettromagnetica[4]. Infine, si potrebbe tentare di collegare i puntini…

Ma i volteggi qui si fanno complicati, e in una cultura pronta a scegliere Barabba e mandare Cristo in croce, lo sforzo individuale del pensiero critico non è qualcosa su cui si possa spesso contare nelle reazione popolari a fenomeni che coinvolgono le masse.

Detto questo, tuttavia questi sono pensieri, spunti che dovrebbero comunque essere mantenuti alla luce prima di affrettare conclusioni facili.

Il viadotto è crollato in seguito ad un grosso frastuono e un lampo di luce visto e testimoniato dai primi commenti a caldo oltre che da un video che circola ancora su internet [5]. Questa informazione deve essere mantenuta chiara. Il fatto che ci sia stato quel bagliore non è marginale nella successione del crollo. Il fatto che il ponte fosse in degrado, ripeto, potrebbe essere una variabile in questo contesto, che rischia di occultare la verità dei fatti alle masse, e indirizzare queste ultime verso l’ennesima verità falsa di stato (che sia essa voluta o meno).

Inoltre, esistono in rete diversi video in cui si illustrano le tecniche di cambiamento climatico o ingegneria climatica che diversi corpi militari nel mondo hanno raggiunto.  In alcuni si illustra come può avvenire la generazione di un campo elettromagnetico propagato da un velivolo militare ad un altro fino a indirizzare la scarica su un bersaglio prestabilito [4 -da minuto 3’05” a 3’45”].

Per finire,  in un contesto di tecnologie fatte di insetti e pesci robot utilizzati per monitorare zone di guerra [6], o stampanti 3d robotizzate che costruiscono ponti in zone di difficile accesso agli operatori umani [7],  deve esistere il tentativo di prendere in considerazione l’innovazione tecnologica anche per spiegare o quantomeno risolvere fatti vecchi come i crolli per degrado (forse).

[1] Il crollo del ponte Morandi https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/08/15/genova-il-crollo-del-ponte-morandi-39-morti-e-16-feriti-si-continua-a-scavare-decine-di-dispersi-il-procuratore-non-e-stata-fatalita-diretta/4560723/

[2] Treno deragliato a Pioltello https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/18_febbraio_04/treno-deragliato-pioltello-giunto-allentato-ganci-rotti-legno-binari-settimane-6e4c37b4-0975-11e8-a34a-fc54918998f4.shtml

[3] Pensiero Laterale https://it.wikipedia.org/wiki/Pensiero_laterale

[4] Modificazione climatica e generazione di fulmini artificiali https://www.youtube.com/watch?v=u1QKt675ang

[5] I bagliori e il successivo crollo https://www.youtube.com/watch?v=GKbTBb1ABpo

[6] Pesce robot https://www.youtube.com/watch?v=Dy5ZETdaC9k

[7] Robot stampanti 3D costruiscono un ponte https://www.youtube.com/watch?v=n2szk5MItRA

I DEEPFAKE

Mai avrei pensato di correggere un articolo [1] scritto nel giro di un paio d’ore. Il motivo è che la ricerca a cui si riferiva il precedente articolo risale al 2016 e sembrerebbe che negli Stati Uniti ci siano già le prime applicazioni e alcuni programmi che combinano sistemi avanzati di rendering video e sintetizzazione vocale sono già usati per creare falsi. (Il ritardo dell’Italia sul resto del mondo è caratteristico). Questi fenomeni si chiamano deepfake e si stanno diffondendo in rete soprattutto per fare satira politica o far dire cose inusuali a personaggi famosi. Attenzione ai deepfake!

[1] https://literaryport.com/2018/05/26/i-mille-volti-del-cambiamento/

I MILLE VOLTI DEL CAMBIAMENTO

Oggi, evado dall’usuale tono letterario di questo blog e pubblico un pezzo più giornalistico. L’obiettivo di questo spazio del web è sempre stata quello di promuovere visioni e informazione non propriamente appartenenti alla campana gaussiana e in questo articolo parlerò di un trend d’avanguardia per l’Italia, ma che in realtà si tratta di attualità nel resto del mondo. L’idea è quella di dare uno strumento in più al popolo del web per trattare con il cambiamento. L’articolo si chiama infatti I mille volti del cambiamento 🙂 

Studiare il fenomeno della cosiddetta trasformazione digitale [1] in tutti i suoi aspetti diventa sempre di più una necessità per comprendere la nuova società globale.

Ad esempio, uno non avrebbe mai e poi mai immaginato all’eventualità che di fronte ad un video con una faccia conosciuta e una voce completamente identica potesse trovarsi comunque di fronte ad un falso. Navigando su Internet in futuro ci si potrebbe imbattere in video di personalità pubbliche che dicono cose, nella migliore delle ipotesi, stravaganti, e che in realtà altro non sono che puppets con fattezze assolutamente reali costruite al computer.

Un programma video basato sull’intelligenza artificiale (AI) è stato sviluppato dai ricercatori dell’Università di Stanford ed è in grado di farlo.

Si tratta di uno strumento, ancora non commerciale, tanto affascinante quanto pericoloso e fa pensare a quanto incredibilmente veloce sia diventato il passo del cambiamento.

Il rischio di trovarsi un domani involontariamente nella posizione di un primitivo che guarda un areo e non comprende, non solo cosa sia, ma neppure come possa mai essere intellettualmente possibile, diventa un rischio concreto!

Qualsiasi saranno gli sviluppi (inimmaginabili) nel prossimo futuro vien da pensare che fare circolare conoscenza ed educare al pensiero critico diventino leve sociale imprescindibili per un paese che vuole stare al passo coi tempi e con i trend internazionali.

[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Trasformazione_digitale