PIAZZA GRANDE

 
Da poco rientrato in casa, Giovanni sentì il telefono squillare. Era circa mezzo giorno.  

Andò a rispondere. 

‘Pronto?’ 

Sentì una voce familiare, dire con un tono alto e dispiaciuto: 

‘ Ma no!’ 

Dubbioso chiese: 

‘….Come?’ 

‘Casa Macellari? Salve, sono Magalli da Piazza Grande, il programma su rai due in tv. Siamo in diretta, se accende la tv ci vede’ 

 Sorpreso, e con voce tremolante, Giovanni rispose: 

‘..S.Sì,..un attimo’ 

 Accese la tv, e Vide Magalli in quella scatoletta mentre diceva: 

‘Fatto?’ ‘Vede siamo proprio noi’ 

Giovanni sentì il cuore sussultare, non sapeva cosa pensare. Si sentiva invaso nella sua intimità quotidiana: gli faceva effetto che da un punto in bianco si trovasse a parlare in diretta con un conduttore televisivo e a tutta l’Italia. 

 Magalli, che non aveva ricevuto risposta, chiese ancora: 

“Sig. Macellari..mi vede?” 

Giovanni rispose titubante: 

‘Sì,sì’. 

 “Ecco, vuole che inquadriamo Veronica?” 

 Giovanni un po’ in ritardo e con un ansia che cresceva sempre più rispose: 

“No, no”. 

 … 

Cosa?? 

 Che cosa aveva detto? No no?? Come “no, no”? Gli aveva chiesto se preferisse Veronica a lui, Magalli. Cioè una bella donna, mora, abbronzata, maggiorata, nel fiore della giovinezza…a un ometto calvo e con la pancia. 

E aveva risposto “No, no”??  

Sentì la vergogna bruciargli dentro. 

Era investito da un nuovo flusso violento di energia che gli faceva battere il cuore a mille. Sudavano le mani e la fronte. 

Scoppiò definitivo il panico. 

 Dall’altra parte della cornetta Magalli continuava a parlare. Lo sentì dire distintamente: 

“Preferisce me a Veronica? Ci dovremmo conoscere, lei ha del coraggio, e a me piacciono gli uomini coraggiosi”. 

Probabilmente quel malefico piccoletto aveva anche ammiccato mentre lo diceva, ma Giovanni non se ne era accorto, perché guardava perso un punto fisso sulla cornice della TV. 

Si sentiva deriso, denigrato, umiliato nel profondo. 

Un tranquillo pranzo si era trasformato in una tragedia. 

Esagerava? Chi lo sa. 

Forse un dejà vu. Un drammatico dejà vu, che si era presentato alla sua testa e ai suoi pensieri, come un vetro opaco alla vista. 

“..Sig. Macellari…?..C’è? Mi sente?..Sig.Macellari? Sig. Macellaaarii?” 

  

Giovanni a quel punto, completamente in panico e incapace di ragionare, trovò, quasi come dettato da un istinto innato di sopravvivenza, le ultime forze rimaste per rompere l’immobilità in cui era caduto.. 

… 

e mettere giù la cornetta.